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Imagery e sport: vedere per credere e credere per vedere

Visualizzazioni e sport / 19 settembre 2016

Imagery come abilità psicologica ancestrale

L’imagery è un abilità Psicologica che probabilmente accompagna l’uomo da molte migliaia di anni. Possiamo dire che da circa 50.000/100.000 anni il nostro cervello, sotto il profilo genomico, non ha avuto grandi sconvolgimenti, in altre parole la struttura di base del nostro complesso cervello è la stessa che aveva l’uomo quando viveva nelle caverne.Durante quegli anni apparve (per caso e necessità), probabilmente, un abilità psicologica che madre natura ha deciso di conservare poichè in grado di aumentare le probabilità di sopravvivenza della nostra specie nel mondo.

In fondo non eravamo troppo abili in termini di velocità, forza e agilità.

La possibilità di costruire e trattenere nella mente delle immagini, tra le altre cose, ci ha permesso di prevedere il futuro, di mettere in atto un determinato comportamento anche in assenza dello stimolo, ha potenziato le nostre capacità mnestiche (ricordiamo anche attraverso le immagini mentali) ed è proprio in quegli anni che sotto alcuni aspetti nasce quella che viene definita l’arte preistorica.

Nell’isola di Sulawesi, in Indonesia, ci sono alcune tra le più antiche pitture rupestri al mondo, risalenti a quasi 40.000 anni fa.

Imagery e Sport

 

Imagery e Sport

Sono diverse le abilità mentali che possono essere importanti nello sport.Tra le abilità principali la capacita di controllare le immagini e una delle più studiate in ambito della Psicologia dello sport.Le abilità immaginative (imagery) sono la “pratica mentale” di pensare a un’ attività riproducendo esperienze precedenti e anticipando quelle future, parallelamente alla pratica fisica (Robazza,Bortoli, Gramaccioni 1994).

Ma come può essere definita l’imagery? Una buona e semplice definizione a mio avviso è quella formulata da Velaley e Greenleaf (2006): l’uso di tutti i sensi per creare o ricreare un’ esperienza nella mente. L’allenamento all’imagery può tornare utile all’atleta per diversi motivi, provo qui ad elencarne alcuni:

 Imagery come strategia spontanea

La maggior parte degli atleti, sa bene di cosa stiamo parlando. Quante volte prima di una competizione ci siamo trovati ad immaginarci li, sul ring, sulla materissina, nel campo, nel green o in vasca? Jowdy et al. (1989) hanno evidenziato che spontaneamente gli atleti, ma anche i coach, usano questa abilita.

Vediamo qualche numero:

  • La usano nel loro sport 90 %
  • La usano i coach 94%
  • La usano tutti i giorni 20%
  • 3/5 volte a settimana 40%

Perchè gli atleti usano l’imagery?

Sempre Juwdy et al. ( 1989) ci dicono che:

  • Il 44 % degli atleti la usa per imparare nuove abilità
  • L’ 80% per prepararsi alle competizioni
  • Il 40% per rilassarsi
  • Il 48 % per correggere errori

In altre parole, l’imagery è una strategia spontanea molto usata dagli atleti e gli stessi la usano spontaneamente per diversi scopi.Un altro aspetto messo in evidenza da diverse ricerche è quello che più è alto il livello il livello degli atleti e maggiore è l’utilizzo di questa abilità da parte degli stessi.

In uno studio su 381 atleti(Hall, Rodgers e Barr) hanno evidenziato che quasi tutti gli atleti hanno indicato di usare le immagini mentali. Più alto era il livello e più le immagini venivano usate, specialmente prima delle gare.

«Quando sono in un campo da Golf, vedo un prato verde, una buca enorme e solo pensieri positivi.Ho messo la pallina giù, vedendo solo quella che era la traiettoria giusta, ho tirato e mi sono fidata.»
Annika Sorenstam

 Perchè l’imagery funziona?

In letteratura esistono diverse teorie che spiegano perchè l’imagery ha degli effetti positivi sulla prestazione sportiva e più in generale sulla prestazione umana.Le teorie sono diverse e non si escludono a vicenda.Tra le principali è possibili ricordare:

  •  Teoria Psiconeuromuscolare
    Durante il processo di imagery si verificano deboli pattern neuromuscolari simili a quelli generati durante l’azione.
  • Teoria apprendimento simbolico
    Attraverso la Mental Practise si favorisce l’acquisizione degli aspetti cognitivi e simbolici del compito .
  • Attentional-Arousal Theory
    Attraverso la Mental Practise è possibile migliorare l’autoregolazione dell’arousal e la concentrazione
  • Naturalmente esistono anche altre molto teorie; Triple code ISM-Teoria Bioinformazionale… ma essendo, questo, un breve scritto divulgativo, non si rende necessario andare oltre.

In un interessante esperimento, Decety e colleghi (1991) concludono che il grado di aumento di frequenza cardiaca e ventilazione polmonare di un soggetto che corre mentalmente a 12km/h è paragonabile a quello di un soggetto che corre realmente a 5km/h

Praticando s’impara

Allenare questa abilità può portare grandi benefici all’esperienza sportiva ed alla prestazione.Diversi esperimenti hanno evidenziato che con l’allenamento gli atleti imparano a produrre immagini mentali più vivide e controllabili, potenziando così gli effetti dell’imagery.

Anche gli allenatori potrebbero favorire nell’atleta l’utilizzo dell’imagery al fine, magari, di aiutare l’atleta nell’esprimere il proprio massimo potenziale.

Quando sono stanco e voglio smettere,mi domando se il mio avversario sta ancora lavorando. Quando ho visualizzato che si allena , io mi alleno . Quando visualizzo che lui è sotto la doccia, io continuo ad allenarmi

Dan  Gable

In questo articolo l’argomento è affrontato in una dimensione più pratica.Se sei un atleta e sei interessato ad un Training per ottimizzare questa abilità o se all’interno della società sportiva, credi possa tornare utile organizzare durante la stagione degli incontri per affrontare l’argomento, puoi contattarci su questo link.

 


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Massimiliano Di Liborio




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