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Sul tempo e sul decidere

Psicologia Clinica / 1 febbraio 2017

Viaggio nel tempo.

Torniamo, per un attimo, indietro nel tempo, molto indietro.
Supponiamo di fermarci a circa 2,5 milioni di anni fa. In quegli anni stava succedendo un “fatto” abbastanza importante per la specie umana, ossia,  che l’ Australopithecus sta per lasciare il posto all’Homo Abilis. Mettiamo pure il caso che noi fossimo degli zoologi a cui fosse stato dato l’ingrato compito di dover classificare il primo Homo Abilis; dando per scontato il colpo di fortuna di imbatterci nel nostro Homo Abilis numero zero, potremmo mai classificarlo come un genere diverso da quello di suo padre e di sua madre?
Sicuramente lo classificheremmo nella stessa specie dei suoi genitori e dei suoi figli, infatti, come asserisce Richard Dawkins, non è mai esistito un primo esemplare di nessuna specie, nessun ordine, nessuna classe. Solo con l’ausilio del senno di poi, con la possibilità di un lavoro a posteriori e per differenza, la classificazione prende significato.
Le capacità di leggere il passato (ad esempio apprendendo dall’esperienza), di pre-vedere il futuro (ad esempio attraverso gli obiettivi che ci proponiamo) e la capacità di cogliere il presente, appartengono a l’uomo da molto tempo, ormai. Naturalmente la situazione è ancora più complessa alla luce delle ultime ricerche neuroscientifiche sulla memoria , che evidenziano come le esperienze nel presente modifichino i nostri ricordi.

Ma questo, in fondo, lo aveva già scritto e detto Freud.

Libertà

Alle volte si rimane incastrati nel tempo; delle volte nel passato, altre nel futuro.

Altre volte ci si trova incastrati nella dimensione del pensare, senza riuscire nel passaggio verso la dimensione del fare, o viceversa.
Spesso, diamo un significato al passato e per mantenere stabile la storia che ci raccontiamo, ci muoviamo nel presente affinché il nostro futuro giunga coerente con ciò che è stato. Molto spesso il sistema di regole che sviluppiamo durante l’infanzia e le relative credenze, ci guidano durante tutto il nostro viaggio nella vita.
L’idea che proviamo a farci di noi stessi e di come siano andati i fatti, ci guiderà in quello che sceglieremo di fare e verso chi decideremo di essere.

Nell’epoca delle immagini, dove si arriva al finale della storia in qualche secondo, la parola trova difficoltà ed il passato continua a coincidere con il presente ed il futuro.
Nello scegliere e nell’assumersi la responsabilità delle proprie scelte è nascosta una parte della libertà.
Almeno quella concessa all’uomo.

“La scelta stessa è decisiva per il contenuto della personalità; con la scelta essa sprofonda nella cosa scelta.”

(Søren Kierkegaard)

 

 


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Massimiliano Di Liborio




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4 Comments

on 1 February 2017

Complimenti anche perla musica alla fine

on 1 February 2017

Non capisco bene il senso, ma sicuramente l’articolo fa riflettere….
Grazie



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