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Obiettivi e motivazione

La motivazione nello sport / 25 gennaio 2016

Obiettivo come fattore motivazionale.

Lavorare sulla propria motivazione o su quella degli atleti seguiti, è un lavoro abbastanza complesso, che richiede una certa preparazione, voglia di mettersi in gioco e perché no, anche di mettersi in discussione.
In questo breve articolo verrà affrontata la Teoria del Goal Setting, ovvero l’attività di programmare i propri obiettivi in maniera ottimale.

Locke e Latham (2002), hanno evidenziato, attraverso una serie di ricerche, la stretta correlazione che esiste tra obiettivi, motivazione, autoefficacia e prestazione.
Oltre all’aspetto motivazionale, può tornare utile ricordare che in un gruppo di lavoro (Working Group) quando, i risultati di ciascun membro hanno implicazioni sui risultati degli altri, diventa di fondamentale importanza il concetto di interdipendenza.
Negli sport collettivi un attento lavoro di Goal Setting da parte di ogni membro del gruppo  è fondamentale per lo sviluppo di un obiettivo comune, il quale a sua volta rende possibile l’armonizzazione delle diverse percezioni dello scopo, ponendo cosi il gruppo ad un livello di valore che va oltre la somma dei singoli membri .

 

Strutturare obiettivi S.M.A.R.T.

Per tenere a mente le modalità attraverso la quale dovrebbe essere costruito e pianificato un obiettivo è possibile ricordare l’acronimo inglese SMART.
Questo acronimo indica che gli obiettivi, per essere ben strutturati, dovrebbero rispettare alcune caratteristiche.

Specifico: L’obiettivo fissato deve essere specifico, quindi deve essere chiaro, non vago e possibilmente proposto in positivo.

Es: “Non voglio ingrassare” è diverso dal “voglio dimagrire” che a sua volta è diverso dal” voglio perdere 4 kg entro la fine di Maggio”

Misurabile: un obiettivo deve essere misurabile.Può tornare utile misurare prima, durante e dopo, in modo da

rendersi conto di quale è la direzione del lavoro che si sta svolgendo o che si intende svolgere.

Accessibile: obiettivo accessibile rispetto le proprie disponibilità (tempo, struttura, conoscenze, ecc.)

Realistico: Un obiettivo deve essere sfidante, obiettivi troppo semplici rischiano di demotivare, obiettivi troppo difficili possono diventare frustranti, con il medesimo effetto di far desistere.

Temporale: fissare una data entro quale raggiungere il proprio obiettivo

 Diversi obiettivi nel tempo

Per rendere chiaro il processo è bene dividere un obiettivo nel tempo.

Obiettivo a lungo termine: obiettivo che idealmente ci piacerebbe raggiungere avendo una prospettiva compresa tra 1 o 2 anni

Obiettivo a medio termine: obiettivo che intendiamo raggiungere nell’arco di sei mesi.
Obiettivo a breve termine: obiettivo che intendiamo raggiungere nell’arco di un mese

Diversi tipi di obiettivi

Obiettivo risultato: vincere o perdere.
Tipo di obiettivo nel quale vi è poco controllo. Se vengono investite troppe energie su questo tipo di obiettivo c’è il rischio di portare pressione nell’atleta

Obiettivo performance: maggiore controllo.
Un esempio è l’allenatore che chiede di migliorare la verticalizzazione del gioco.

Obiettivo di processo: obiettivo legato ciò che è necessario fare per raggiungere un obiettivo performance (esempio gesto tecnico).

In generale è possibile affermare che è bene portare l’attenzione su tutti e tre i tipi di obiettivi, poiché implicano piani differenti.

Gli obiettivi risultato e performance sono molto utili in termini di motivazione, gli obiettivi di processo possono aiutare a rimanere focalizzati sul compito.

 

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”

Seneca






Massimiliano Di Liborio




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