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Sport da combattimento: le indicazioni dall’angolo

Sport da combattimento e Psicologia / 19 giugno 2016

Sport da combattimento, indicazioni dall’angolo e capacità attentive

Negli Sport da combattimento una delle domande che pongo nei primi colloqui è quella relativa alla capacità di mettere in pratica le indicazioni che arrivano dall’angolo. Questa è una delle capacità nell’area mentale, spesso non individuata e poco messa a fuoco, nonostante sia un abilità molto importante per un combattente. Anche per il semplice fatto che da fuori, di solito, è molto più semplice leggere il match.Quando arrivano le indicazioni, un cambio di strategia, quando viene chiamata una combinazione, l’atleta deve essere in grado di riorganizzare ma soprattutto di passare da uno stile attentivo ad un altro. Sapere dove ci si trova sul ring o ascoltare le indicazioni dell’angolo richiede uno stile attentivo diverso, rispetto a quando si è in allerta cercando di intuire se l’avversario sta per scaricare il colpo.Il combattente deve sviluppare diversi stili attentivi ed essere in grado di  passare da un focus attentivo ampio ad uno ristretto, esterno o interno, a seconda del compito e della contingenza.Nel lavoro che si porta avanti con lo Psicologo dello Sport, questa capacità viene allenata attraverso diverse tecniche o diversi macchinari.

Negli Sport da combattimento, come in altri Sport, esistono atleti che seguono più volentieri le indicazioni dell’angolo ed altri che le seguono meno volentieri o che addirittura sono innervositi dai suggerimenti. Personalmente mi sono fatto l’idea che il coach possa chiedere un feedback all’atleta, in modo da ottimizzare anche questo importante processo.

Il tecnico negli Sport da combattimento

Nel tempo e con l’esperienza,  il tecnico sviluppa una propria modalità di dare indicazioni, si assume delle responsabilità e interviene quando serve.Naturalmente ogni tecnico dovrebbe conoscere e  rispettare la propria modalità di fare angolo.

Esistono poi dei concetti chiave che comunque dovrebbero essere rispettati;

  • Ridurre al minimo necessario le indicazioni
  • Non eccedere con dire cosa gli atleti sbagliano ( lo sanno già).
  • Usare frasi brevi
  • Non essere equivocabili ma essere  precisi nelle indicazioni
  • Evitare di suggerire cosa non fare, ma suggerire cosa fare

 

La situazione

Negli sport da combattimento, ad esempio tornei, non è detto che il tecnico possa fare angolo all’atleta, e questo magari  si verifica anche a l’ultimo minuto. Bisogna preparare l’atleta, specie  se alle prime armi, a questa possibilità.

E’ possibile in fase di preparazione fare un elenco delle cose che potrebbero andare diversamente da come ci aspettavamo.Spesso con dei semplici preparativi e con dei piccoli dettagli, si possono avere risultati diversi.

L’autonomia

L’autonomia deve essere favorita e quindi spesso, il coach, deve essere pronto ad accettare la scelta dell’atleta.

Il coach come detto prima si prende delle responsabilità, ma la faccia, in tutti i sensi, la mettono gli atleti.

 

Dopo una certa età ognuno è responsabile della sua faccia.
(Albert Camus)

 

 

 


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Massimiliano Di Liborio




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