INCONSCIO E SPORT

Parlare o peggio scrivere sull’inconscio, per chi si occupa di Psicologia è un fatto molto complesso.
Questa complessità è anche data dalla difficoltà che spesso si presenta nel trovare la giusta dimensione che permette di salvarsi dallo scrivere banalità o, al contrario, di legarsi a teorie che sono molto complesse e di difficile comprensione.
Rimango dell’opinione che uno Psicologo debba tenersi per se la complessità e da essa far nascere la semplicità, che ben si presta ad essere esportata e utilizzata, altrimenti il rischio è quello di parlarsi addosso.
Tenendo ben a mente e nel cuore l’immenso lavoro svolto da Freud e più in generale da tutto il Movimento Psicoanalitico rispetto l’inconscio, vi lascio con una piccola storiella di Milton H. Erickson, uno dei maggiori esperti di ipnosi dei nostri tempi.

Una storiella che parla di fiducia e inconscio.
Riporto alla lettera da “ La mia voce ti accompagnerà” .

All’oswego College di New York, il Professor Esabrooks mi chiamo e mi disse:

“ti ho iscritto ad un assemblea di professori stasera.” 

“Ci sarebbe stata molta gente che veniva dalla città, e prima di recarmi all’auditorum avevo tantissime cose da fare, cose che non avevano niente a che fare con la conferenza. Tuttavia non ero preoccupato, perché sapevo che ero in grado di parlare, e sapevo che ero in grado di pensare, e sapevo che avevo imparato molte cose nel corso degli anni.”

Bibliografia

Milton H. Erickson : La mia voce ti accompagnerà casa editrice Astrolabio (1983, pp 43)

Dr. Massimiliano Di Liborio

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