Ansia da prestazione sportiva: quando il pre-gara diventa insopportabile

Ansia da prestazione sportiva; sicuramente l’atleta che legge sa bene di cosa stiamo parlando, e molto spesso anche i tecnici, che seguono gli atleti dal bordo del ring o dal bordo del campo, riescono a leggere questa condizione nei loro atleti.

Ma cosa s’intende esattamente con questo termine?

Partiamo dall’inizio:

Quando dormiamo, quando leggiamo un libro o quando attraversiamo una strada molto trafficata, viviamo dei livelli di attivazione fisica e psicologica diversi (almeno si spera).
Ogni volta che siamo chiamati a svolgere una prestazione, e la vita sotto alcuni aspetti ne è piena, nel nostro corpo si mettono in moto una serie di processi che ci consento di essere attivi e pronti.

Questi processi riguardano;

  • Il sistema nervoso centrale
  • il sistema muscolo-scheletrico
  • il sistema ortosimpatico

Questi cambiamenti, producono tutta una serie di risposte; aumento della frequenza cardiaca, aumento della frequenza respiratoria, aumento della tensione muscolare, aumento della sudorazione ecc. Un importante presupposto è quello che ad ogni sport, corrispondono diversi livelli ottimali di arousal (un tiratore di carabina cercherà un livello di arousal diverso da un combattente di kick boxing), e che il livello ottimale di aurousal  soggettivo e legato alla percezione dell’atleta.

Detto questo, possiamo avvicinarci ancora di più alla definizione di ansia da prestazione sportiva, che è cosa diversa dal livello di arousal, anche se queste due dimensioni (indipendenti) interagiscono tra loro.

L’ansia può essere considerata, invece, come una dimensione cognitiva dello stato di attivazione;

essa, definisce la sensazione soggettiva di tensione e di apprensione che si accompagna ad un elevato arousal, con riferimento ad uno stato emotivo negativo (Martens, 1977).

Nello Sport si può parlare di ansia competitiva, e questa ansia competitiva a sua volta può essere distinta in :

Ansia competitiva di tratto: ovvero una stabile tendenza a vivere le situazioni competitive come eventi paurosi e pericolosi

Ansia competitiva di stato: che è la risposta ansiosa che si manifesta nell’atleta in una situazione specifica (gara, ad esempio). L’ansia di stato a sua volta può essere distinta in ansia cognitiva, ovvero legata a fattori cognitivi ( scarsa fiducia nelle proprie risorse, immagini e persieri negativi ecc) e ansia somatica, che invece risulta legata a fattori fisiologici (sudorazione eccessiva, tachicardia ecc).

Questa è una delle distinzioni che ci permette di comprendere come l’ansia da prestazione sportiva possa essere un tratto, una tendenza stabile dell’atleta oppure una risposta ansiosa che si verifica in determinate situazioni

Ansia da prestazione Sportiva: relazione ad U inversa tra arousal e prestazione.

Per comprendere meglio l’ansia da prestazione sportiva abbiamo diversi modelli a disposizione. Quello della relazione ad U inversa rappresenta sufficientemente bene la relazione che passa tra Arousal e prestazione.

arousal

L’arousal

Bene, ora arriva un ulteriore evidenza che complica ancora di più le cose;

Bunker (1985) chiarisce che in relazione all’aumento di difficoltà del compito, la curva ad U inversa tende a stringersi, rendendo ancora più difficile il trovare il giusto arousal, prima di una prestazione importante.Un esempio ne è, l’atleta che con un basso livello di arousal, può prestare attenzione al pubblico o all’avversario, invece che al compito, oppure l’effetto tunnel che si manifesta quando il livello di arousal è oltre il punto ottimale, facendo escludere all’atleta degli indizi rilevanti, facendo scadere la qualità globale della prestazione.

Ansia da prestazione sportiva ed abilità di autoregolazione dell’atleta.

Attraverso il Mental Training l’abilità di autoregolazione dell’atleta viene ottimizzata, aumentando considerevolmente la possibilità di avere una buona prestazione, nel momento in cui si è chiamati ad esprimere ciò per cui ci si è allenati.

Alcune strategie, di base, sulle quali lo Psicologo dello Sport insieme all’atleta lavora, sono;

Imagery
Routine pre-gara
Self- Talk (dialogo interno)
Ipnosi
Training autogeno
Biofeedback
Naturalmente la prima cosa da fare è identificare il proprio livello di attivazione ideale, cosa che solitamente lo Psicologo sportivo fa nelle prime sedute.

Dr. Massimiliano Di Liborio

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